La Toscana vuol investire in sicurezza sul lavoro: in 5 secondi assegnati on line 17 milioni dell'Inail. Confartigianato: i contributi pubblici non sono "gratta e vinci"

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Resi noti anche i dati dell’Osservatorio permanente sul credito: la stretta creditizia si fa ancor più rigida.

La Toscana si conferma territorio sensibile alla cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro, tanto che lo scorso 28 giugno i 16.800.750 di euro messi a disposizione dall’Inail come contributo a fondo perduto (al 50%) per investimenti in sicurezza sono andati esauriti dalle ore 13.00.00.937 alle 13.00.05.401.
Una manciata di secondi, 5 per esattezza, che tra le 1.315 imprese che hanno partecipato al bando ne ha favorito solo 314: quelle più veloci ad inviare la richiesta tramite computer.
“Le competizioni telematiche continuano a deludere gli imprenditori e sono una modalità inadeguata per accedere alle risorse pubbliche. Il diritto di accesso ai finanziamenti si trasforma in una gara legata alla pura casualità. Allora tanto varrebbe affidarsi ad una lotteria ‘gratta e vinci’. Occorre invece puntare a graduatorie di merito, centrate sulla qualità delle proposte” dichiara Gianna Scatizzi, presidente di Confartigianato Imprese Firenze
“Ma soprattutto – prosegue – il canale principale con cui un’azienda si finanzia dovrà continuare ad essere l’autofinanziamento e per questo l’interfaccia è il mondo del credito: banche, consorzi ecc”.
I dati diffusi dall’Osservatorio Permanente sul Credito che Confartigianato Imprese Firenze ha istituito per monitorare costantemente il rapporto tra mondo bancario e piccola e micro imprenditoria artigiana e commerciale dell’area fiorentina, non sono però incoraggianti.
Nel primo quadrimestre 2012 la stretta creditizia si è fatta ancor più serrata: le filiali bloccano adesso anche le richieste di fido di esito positivo, ma non certo al 100%.
Giovanni Guidarelli, responsabile Credito dell’associazione, snocciola dati che allarmano: “circa il 47% delle richieste viene ridimensionato, cioè rifiutato, diminuito d’importo o gravato da ennesime garanzie accessorie. Ma la stessa percentuale raggiunge quota 76% per le imprese con meno di due anni di vita. Dati in assoluto peggioramento, sia rispetto allo stesso periodo 2011 che all’intero 2011”.
Peggiora anche la qualità del credito rispetto al 1° quadrimestre 2011: si chiedono finanziamenti per esigenze di liquidità nel 59,4% dei casi,  per affidamenti a breve termine (scoperto di conto e anticipo fatture) nel 28,4% e per investimenti nel 12,2%.
Diminuiscono importo medio e durata delle richieste: 36.100 euro su 57 mesi. Aumenta invece a 55-80 giorni il tempo medio di risposta delle banche.
I settori che maggiormente hanno sentito esigenze di credito sono: edilizia (23,60% delle richieste totali), autoriparatori e autofficine (15,30%), commercio (13,50%), manifatturiero (12,30%) e artigianato alimentare e pubblici esercizi (9,30%).
Le piccole e micro imprese locali continuano a privilegiare le banche del territorio nell’86,5% dei casi.

Firenze, 9 luglio 2012