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Discorso Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Assemblea Pubblica di Confartigianato Imprese _ 27 novembre 2024

Rivolgo un saluto di grande cordialità al Presidente della Camera, alla Vicepresidente del Senato, ai Ministri, ai Parlamentari, ai Viceministri, ai Sottosegretari, a tutti i presenti e soprattutto a voi riuniti in questa grande Assemblea.

Anzitutto, Presidente, complimenti per questo logo dell’Assemblea. Il messaggio che esce da questo logo è rassicurante, anche perché tante trasformazioni hanno accompagnato nei secoli il divenire d’Italia, la sua struttura economica, la nascita delle città, sino ai fenomeni contemporanei degli addensamenti mesopolitani e dell’industria manifatturiera di massa. Ma c’è una costante nella nostra storia. In tutti questi passaggi un fenomeno non è mai venuto meno: nei tempi delle corporazioni è medioevo, sino ad oggi, il fenomeno dell’artigianato.

Potremmo ben dire che nel DNA delle abilità e dei saperi degli artigiani risiede tanta parte della storia d’Italia, di cui costituisce tuttora un motore di sviluppo. Di certo, nessuno può considerarlo parte residuale dell’economia. Le imprese artigiane, lo sapete bene, costituiscono oltre il 20% del tessuto imprenditoriale del nostro Paese, rappresentano il 15% degli occupati. Questo fa, oltre a costituire un fattore di identità, strettamente legato anche al Made in Italy. La Repubblica ha saputo riconoscere questo valore con un riferimento esplicito della Costituzione.

Alla Costituente fu di Michele Gortani, del gruppo democrazio cristiano, geologo, accademico dei Lincei, la proposta di menzionare nella nostra carta fondamentale l’artigianato e le attività produttive meritevoli di attenzione e di cura. Vi fu in quella sede un’obiezione, sollevata da un altro Costituente, che affermava che avendo il nuovo codice civile, approvato pochi anni prima, collocato gli artigiani nell’ambito delle piccole imprese, sarebbe stato sconveniente, a suo avviso, distinguere tra imprenditori, sottolineando e viraggiando l’artigianato rispetto al piccolo commercio o in altri settori. Ma i gruppi politici dell’Assemblea Costituente tutti si pronunciarono a favore di quella proposta di Gortani, che venne approvata nella versione oggi presente, come tutti ben sappiamo, al secondo comma dell’articolo 45.

“La legge provvede alla tutela e allo sviluppo dell’artigianato.” Un privilegio da collocare nell’ambito complessivo del ragionamento che la Costituzione sviluppa agli articoli 44 e 47, dove sono indicate la piccola e media proprietà terriera e la proprietà diretto-coltivatrice. Il favor costituzionale esprime il proposito di dare impulso al lavoro autonomo, alla crescita di una società plurale, in cui venisse favorito il rafforzamento delle basi d’impresa del Paese e delle basi democratiche del Paese.

Non sfuggiva ai Costituenti che il lavoro dipendente avrebbe assunto un ruolo centrale nella ricostruzione, eppure ben compresero, anche in virtù delle tradizioni italiane, che le articolazioni del lavoro e diverse modalità di responsabilità e d’impegno da parte dei lavoratori sarebbero risultate una ricchezza nazionale. I provvedimenti legislativi sull’artigianato, fino alla legge quadro, costituirono strumenti applicativi di una visione che apprezzava il pluralismo delle forme d’impresa, elemento positivo di un tessuto connettivo flessibile ed efficiente che ha fatto crescere l’Italia nel dopoguerra.

Non si trattava, non si tratta, della difesa di sacche d’impresa arretrate o marginali, bensì della presa d’atto dell’esistenza di un sistema d’impresa, sistema essenziale per la coesione sociale delle nostre città, dei nostri borghi, in grado di competere. Mi ha dato beneficio anche la nozione, la concezione di pubblico, di servizio, di bene comune, inteso non più soltanto come pertinente allo Stato. L’idea che vi sia un PIL sociale, rappresenta bene il valore etico-sociale che il settore esprime accanto alla sua importanza economica.

L’artigianato ha dimostrato una volta di più l’essenzialità della sua rete durante la recente pandemia, durante l’emergenza sanitaria. Il vostro impegno ha contribuito a impedire che l’Italia si fermasse e la Repubblica ve ne è riconoscente. L’artigianato occupa un ruolo cruciale per le comunità, le aiuta a funzionare meglio, difende i territori, offre prospettive di libertà e autonomia di creatività ai giovani.

Essere artigiani non è un lavoro qualsiasi. Bene fa Confartigianato a essere impegnata sul terreno di favorire il fare impresa, di offrire percorsi formativi, di avviare anche iniziative come il progetto Scuola e Mestieri in Etiopia. L’aumento degli artigiani fra gli immigrati è un segnale positivo, aiuta ad arricchire e a tenere in vita competenze e mestieri che possono riattivare circuiti a rischio di interruzione, sviluppa talenti, innova prodotti e mercati.

Gli interlocutori sociali, i corpi intermedi come la vostra associazione, accanto a un’attività di rappresentanza di interessi, esprimono una preziosa funzione di attore sociale. Il dialogo che intrattenete con le istituzioni, con i territori, rappresenta un sostegno per la democrazia dell’Italia, proponendo un canale di partecipazione più che mai necessario in un’epoca di smarrimento.

L’artigianato, definito come ben sappiamo antica gloria d’Italia, costituisce peraltro un elemento di autenticità. Vi sono aree del Paese impoverite da una nuova ondata di spopolamento. Le piccole imprese e le botteghe sono presidi vitali e tra ogni caso possono diventare fattori di rigenerazione. Il made in Italy, la qualità italiana, scuote apprezzamento nel mondo perché raccoglie le nostre diversità, esprime la nostra cultura, le nostre varie bellezze.

L’artigianato è espressione della qualità del lavoro, dell’intelligenza, della laboriosità della persona. Le difficoltà del presente occupano gran parte delle nostre attenzioni e delle nostre preoccupazioni. Vi sono sfide che riguardano le scelte concrete. È auspicabile che il confronto tra istituzioni e parti sociali, tra i vari livelli delle istituzioni e dei corpi intermedi, sia sempre aperto e costruttivo, così come il dialogo da parte vostra con le organizzazioni sindacali. Il confronto tra imprese e organizzazioni di lavoratori è essenziale per rendere fertile il terreno e per costruire un benessere più condiviso.

Le sfide presenti possono essere affrontate soltanto se, con lungimiranza, si pensa anche al domani. L’Europa è lo spazio del nostro futuro. Senza un’Europa forte e unita i cittadini europei rischiano di diventare semplici comprimari se non addirittura subalterni. Ma l’Europa non si esaurisce nei suoi vertici governativi e istituzionali. L’Europa è composta e costituita anche dalla sua articolazione sociale, professionale, associativa, dalla pluralità delle sue comunità, dalla molteplicità del suo lavoro, dell’intelligenza, del sapere, della creatività degli europei.

L’Europa è anche quella dei nostri forti sociali, anche quella dell’artigianato. Auguro buon lavoro alla vostra Assemblea e buon futuro alle imprese artigianali d’Italia.